P I Z Z I C A -P I Z Z I C A

con LUIGI   COPPOLA

 

 

PIZZICA  PIZZICA

 

ESPRESSIONE DEL CORPO E DELLA VOCE ATTRAVERSO LA PIZZICA SALENTINA

 di Luigi coppola

                             

La “taranta”: Il suo morso rende furiosi fino alla frenesia e poi alla liberazione. Generata da questo mito la pizzica diventa strumento di liberazione dalle tensioni e danza sensuale di corteggiamento.

Il cerchio rituale rappresenta l'unità degli opposti complementari morte e vita, malattia e guarigione.

Il ritmo ossessivo è dato dal tamburello. Il suo battito è il pulsare stesso della forza vitale, quella stessa che secondo le culture antiche genera la vita e per questo considerato capace di guarire i tarantati della loro mania.

 

Il progetto originale di formazione è radicato in una tradizione antichissima, ma vuole cogliere allo stesso tempo i segni del contemporaneo, segni per cui si parla di un nuovo fenomeno che ormai coinvolge tutta l’Italia chiamato “neotarantismo”. Nel condurre una ricerca su questi temi si ha la netta impressione di possedere uno strumento potentissimo, liberatorio, scatenante, che ha bisogno sicuramente di un grande approfondimento e di radici ferme. Tali radici si affondano, non solo nel passato più recente, ma cercano le connessioni con un passato più remoto, con le culture orientali e con le discipline terapeutiche, nel tentativo di scoprire la potenza attuale dell’antico ritmo della pizzica pizzica.

 Il corso prevede una parte antropologica (attraverso la discussione, la visione di video e la lettura di testi), una parte centrale legata alla danza e alla espressione e liberazione del corpo e della voce. Questa parte è incentrata sulla capacità terapeutica e liberatoria dei suoni della pizzica che diventano quindi strumento di liberazione delle tensioni del corpo e delle emozioni e mezzo forte di espressione personale e di comunicazione con  l’altro. Gli opposti, il cerchio, il rito e i suoi simboli sono temi di lavoro costante.

 

PERCORSI DI LAVORO

 Gli incontri sono finalizzati soprattutto all’apprendimento ritmico, al risveglio del movimento ancestrale, alla liberazione delle tensioni del corpo, attraverso il ritmo della pizzica, ritmo basato sull’alternanza degli opposti e dopo aver affrontati i temi del cerchio di contenimento/rituale e del confronto con l’altro/opposto, il percorso si svilupperà nelle seguenti direzioni e prenderà in considerazione i seguenti elementi:

    - presenza del corpo nello spazio, con se stesso e con l’altro; 
- danza di corteggiamento 
– il maschile e il femminile, il cerchio di relazione  con l’altro;
 -  danza figurata di lotta
– la sfida, il confronto, la risoluzione dei conflitti; 
-  danza terapeutica 
– fase a terra e fase in piedi, la mimesi e la lotta per  l’affermazione di se;
 - lavoro sull’emissione vocale e la liberazione della voce, la produzione  onomatopeica di ritmi e l’accompagnamento musicale nel cerchio.

La grande tradizione offerta dalla musica sacra della pizzica (iatromusica) e dei complessi rituali, dei movimenti e delle danze connesse, offre la possibilità di lavorare con questo strumento a diversi livelli di approfondimento. Sono connesse a questa antica forma di danza, una serie di stimoli tutti orientati alla risoluzione di conflitti.

 

Luigi Coppola   

Nato a Diso (LE) nel 1972 e residente a Torino.

Regista teatrale, performer e ricercatore nel campo della antropologia teatrale.

Docente nel Centro di formazione nelle Artiterapie di Lecco, Scuola APID di Danzamovimentoterapia (seminari patrocinati dalla A.I.M. Associazione Italiana professionisti della Musicoterapia).

Conduce seminari di formazione specialistica presso Casa della Musica di Rivoli (TO) e Art Therapy italiana.

Dirige corsi e laboratori di ricerca e insegnamento, sulla pizzica salentina e tematiche connesse, in diversi centri culturali nazionali ed internazionali (Ginevra, Berlino, Milano, Verona, Lecce).

Relatore della tesi di diploma della scuola di Artiterapie di Lecco dal titolo “Il dialogo degli opposti: dal tarantismo alla danzamovimentoterapia”.

Conduce laboratori in alcuni Centri Socio Terapeutici, sperimentando il progetto della danza della rinascita alle persone portatrici di handicap fisici e mentali.

Attività permanente di ricerca e insegnamento sui temi della pizzica salentina nel “Blusuolo: Centro Arti Performative” a Torino.

In qualità di regista, drammaturgo e performer nel gruppo Loss  (e prima con Blusuolo) ha prodotto le seguenti opere teatrali e performance: “Esodo in caso di panico” - Festival Crisalide (Forlì), Eccentrico (Torino) 2004, “Loulouloveyou: una conferenza sull’amore” - Festival Internazionale delle Colline Torinesi  2003, “Eidola: sottili veli di realtà” IX Biennale dei Giovani del Mediterraneo (selezionato come miglior spettacolo italiano) – Atene,  Infinito ltd Performing Arts Festival - Torino, Rialto Santambrogio – Roma, Rassegna “Colloqui con XY” – Bologna, 2001, “Dedicato a volti in volo” Evento teatrale - Ex Scuola Caccia - Torino 2003, “Narcosis” Infinito ltd Performing Arts Festival – (Torino),  2000, “Società Costruttori Macchine a Legittimazione Concessa”,  Evento teatrale – Officine Grandi Riparazioni – Torino, 1999.

Formazione nelle arti performative alla  Corte Ospitale di Reggio Emilia Italy (1993-1998) sotto la guida di Franco Brambilla e  Edoardo Sanguineti, Nanni Balestrini, Remondi & Caporossi, Josef Svoboda, W. e L. Janicki, L. Ryba e in danza butho ed espressione del corpo con Laura Cadelo (allieva Maureen Flemming, Cafè la Mama New York). Formazione in Movimento autentico con A. Watheroeg e in Expression Primitive con Jhoan Daese.

 

 

BREVI TESTIMONIANZE

 

Dopo anni di danza e danzamovimentoterapia, con te ho scoperto il vero potere della danza, il suo profondo ed autentico legame con la vita. Ne conosco la forza e la serietà, con te ho trovato la gioia, il piacere, la passione, la contagiosità, l'irresistibilità, la curiosità, il coraggio, l'estasi.

Le pause tra uno "scatenamento" ed un altro e l'attesa dell'invito alla ronda sono potentissime.

E questa taranta che fa ammalare e che guarisce, solo la sapienza antica riconosce al veleno il potere della cura. Ed il gusto della guarigione cresce e chiede di essere alimentato da altri morsi per permettere altre danze.

(A. psicologa, psicoterapeuta e danzamovimentoterapeuta, 45 anni)

 

…sono riuscita a sentire  con i cinque sensi l’odore, la bellezza, il colore , l’arsura, il silenzio e l’attesa di quella terra proiettata nella danza.

Per l’intera giornata ho avvertito una presenza sopita ma sempre pronta ad esplodere...

una danza che mi ha messa  di fronte  alla tradizione  e nello stesso tempo ad un’innovazione quasi rivoluzionaria, dentro c’e’ veramente il senso e il valore di cio’ che per me e’ terapeutico, e’ come se il nuovo sia da ricercare nell’antico in una sorta di equilibrio

(C. allieva drammaterapia, 26 anni)

 

Il danzare senza toccarsi, il giocare con l’altro/a e riconoscerli come tali, la competitività sana, che va oltre l’invidia, la gelosia, la rabbia… è stata una danza forte, potrei dire quasi primitiva, che mi ha portato un benessere assoluto nell’essere riconosciuta… questa è la danza.

(F. 27 anni)

 

Quanto fascino, energia, dinamicità, improvvisazione, vita, potenza, colori che esplodono! Mi sono commossa nel ritrovarmi immersa in una spirale di movimento in cui il mio corpo danzava al ritmo dei respiri e dei battiti, miei e del gruppo. Un'esperienza molto intensa in cui ho sentito addosso la forza degli opposti, la leggerezza del corpo che non si stanca nonostante si muova seguendo suoni incalzanti, la scoperta di altre forme di seduzione e di provocazione, la contemporaneità nel gruppo di tensione e fiato, la vivacità e la passione trasmesse da Luigi.

(F. allieva DMT secondo anno, 25 anni)

 

…“ogni corpo danzante racconta la storia dell’anima che lo abita, in maniera diretta e semplice, senza veli”. Con questa prospettiva un percorso di danza non mirato all’esclusiva ricerca estetica ma alla comprensione delle origini del movimento, costituisce un grosso sforzo e richiede tanta generosità emotiva da parte di chi vi partecipa. Un percorso che, se incontrato nel momento giusto, può far scattare importanti meccanismi interiori. Un percorso che può attrarre o respingere, raramente lasciare indifferenti.

(A. 35 anni)

 

…devo dire che mi sono abbastanza stupita di essere capitata in un corso simile a quelli che già avevo fatto anche se in altre "discipline", dove l'introspezione, la ricerca di un motivo dentro di noi che vada al di là del puro movimento fisico sono così determinanti. Si in effetti ma più pensavo che un corso di pizzica mi portasse, di nuovo, dentro di me, per guardarmi, e farmi uscire dal guscio.

 (M. 37 anni)

 

…mi è piaciuto molto incontrare la pizzica in questo modo, sentire, vedere che il ritmo usciva da solo dal semplice lasciarsi trasportare dal baricentro, era così sereno, liberatorio, i passi non esistevano prima e poi ritrovavi a farli senza aver fatto nessuno sforzo di apprendimento…

tutto il lavoro  nello spazio, la bolla, l'ellissi, gli sguardi, la coda, splendida coda... giocare a esserci, giocare a stare…

(R. educatrice e danzamovimentoterapeuta, 34 anni)

La Pizzica come musica di rinascita tra tarantismo e neotarantismo

(da Pizzica–Pizzica: la musica della rinascita di P. De Giorgi, Ed. Pensa 2002)

L’arte tradizionale della pizzica-pizzica sta vivendo oggi un successo senza precedenti, non solo in Puglia ma anche in ambiti nazionali ed internazionali. E’ un’arte profana di intrattenimento e di corteggiamento, ma è soprattutto la iatromusica del tarantismo, in altre parole una musica “sacra” e “medicinale” in grado di guarire i tarantati, ovvero coloro che, ritenendosi avvelenati dal morso del mitico ragno chiamato taranta, ricorrono ad essa ritualmente. Costoro compiono una danza misteriosa, coinvolgente, simbolica, che al pari della musica ha una funzione terapeutica. Durante la danza e nelle altre fasi del rito i tarantati, in preda ad una crisi di tipo mistico, entrano in uno stato modificato di coscienza.

Il tarantismo antico oggi è del tutto scomparso, ma al suo posto fanno capolino una serie di interessanti mutamenti musicali, coreutici, sociali, per i quali è stato coniato il termine neotarantismo. Sono tanti coloro che si ritrovano nei luoghi della pizzica-pizzica per partecipare a questo rito rinnovato, affidandosi alla tradizione non come semplici spettatori ma vivendo da protagonisti questa forma d’arte e la propria vicenda interiore. Al centro della scena immersi nei paesaggi sonori complessi dei tamburelli salentini che diventano esplodenti ritmici, che sfondano la coscienza ordinaria. Per neotarantismo si può intendere anche l’esplosione della pizzica come forma d’arte che agisce, più semplicemente ma con grande intensità , sulle emozioni di coloro che di essa fruiscono in senso estetico.

La pizzica pizzica ha potuto offrire, e tuttora offre, identità, memoria storica, entusiasmo dionisiaco, dinamismo vitale, esplosione controllata della gioia di vivere.

 

Se il tarantismo può essere correttamente interpretato come una forma di esorcismo coreutico-musicale è giocoforza che la musica svolga, all’interno del rito, un ruolo essenziale e determinante. Quel particolare modulo sonoro che è la pizzica-pizzica assume il carattere di momento di un rito, nel più vasto quadro di un simbolo mitico-rituale. Al tempo stesso, se il tarantismo è complessivamente la messinscena di un rito di rinascita all’interno dell’esaltazione del ritmo bipolare morte e vita (morte e resurrezione), la musica che accompagna l’esecuzione del rito non può che assecondare funzionalmente l’intenzione che anima il tarantismo. In questo senso, anche la pizzica-pizzica era ed è ancora una “musica della rinascita”,  una iatromusica (musica sacra).

 

La danza come metodo di conoscenza di se stessi e del mondo, come possibilità di raggiungere liberazioni o guarigioni personali, si è disgelata con la rinascita della pizzica-pizzica. Essa allude sovente all’atto sessuale vero e proprio. Ciò che deve avvenire è una ierogamia, in altre parole un incontro d’amore simbolico e sacro tra la donna e l’uomo, opposti complementari che si attraggono l’un l’altro irresistibilmente per uno scopo ben definito. Il forte erotismo in gioco, così spesso manifestato nella danza, ancora una volta, per analogia evoca la nascita di  una nuova vita.